La Compagnia delle Dodici Gemme
Sabato, 9 novembre

Quando nel 1983 il trio di autori di quello che diventerà “Das Schwarze Auge” ottiene l’incarico di realizzare un nuovo originale gioco di ruolo, Dungeons & Dragons è già piuttosto diffuso in Germania (seppure in lingua inglese) ed il mondo del fantasy sta cominciando a prendere piede. Una delle direttive fondamentali che gli autori si assegnano è quella di creare un’alternativa che—seppure fortemente ispirata al progenitore D&D—mostri dei tratti distintivi che rendano i due giochi di ruolo chiaramente diversi.

Giovedì, 31 ottobre

L’originale tedesco Nella seconda metà degli anni ‘70, il mercato tedesco assisteva all’introduzione dei primi prodotti ispirati a “Dungeons & Dragons”, il popolare gioco di ruolo pubblicato nel 1973 negli Stati Uniti, inizialmente come trasposizione dei più comuni giochi table top. Il primo gioco tedesco realizzato su questa scia di entusiasmo fu “Midgard”: un clone poco fortunato di D&D, destinato a non riuscire a stare alla pari del già colosso statunitense.

Giovedì, 17 ottobre

Correva l’anno 1989, il fantasy imperversava da anni in tutti i campi dell’intrattenimento per ragazzi: dal rischio delle derive sataniste di Tom Hanks grazie a Dungeons & Dragons, ai film di “Conan il Barbaro” passando per He-Man, anche nel mondo dei giocattoli molti dei temi caldi ruotavano attorno a rudi pseudo-vichinghi muniti di spadoni, nani, elfi e magia oscura. Proprio in quell’anno viene pubblicato quello che sarà un’assoluta pietra miliare del gioco da tavolo.

Martedì, 15 ottobre

Dalla sua nascita, il mondo di Aventuria—e per estensione il gioco “Das Schwarze Auge”—si basa su un fondamentale principio di realismo fantastico (o Phantastischer Realismus). Questo termine, usato liberamente dagli svariati autori di DSA con varie accezioni, non è però universalmente condiviso. I forum online sono infatti pieni di intensi dibattiti condotti per delineare meglio il significato ed i limiti di questo approccio realistico. In questo breve articolo ve ne presentiamo la nostra (personale) interpretazione.